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APPROFONDIMENTO: COSA STA ACCADENDO SUI MERCATI FINANZIARI RECAP DAL 10 NOV AL 17 NOV

Data pubblicazione: 18 novembre 2024

Autore: Vincenzo Cagliozzi

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I mercati azionari restano laterali: tra alti e bassi, gli indici continuano a mostrare volatilità, ma si stanno configurando graficamente in modo positivo. Partendo dal nostro FTSEMIB, si osserva che in settimana l’indice ha trovato supporto sulla media a 200 giorni durante la fase calante, per poi ripartire al di sopra della media a 50 giorni. Questo indica che il trend di fondo rialzista è ancora in corso. Giovedì è stata una giornata significativa, caratterizzata da volumi elevati e da una chiusura positiva. Mi aspetto che l’indice si avvicini ai massimi dell’anno, mantenendo un atteggiamento ottimista. La volatilità a cui faccio riferimento è legata soprattutto ai dati pubblicati dalle singole aziende, ai continui aggiornamenti economici e, in particolare, alle notizie sulla squadra di governo di Trump. Quest’ultima è composta interamente da fedelissimi del neo-presidente, sostenitori di politiche protezionistiche verso la Cina e di un atteggiamento di grande diffidenza nei confronti dell’Iran. Tuttavia, non voglio soffermarmi sugli aspetti di politica economica o sui conflitti; questo report è dedicato a un’analisi attenta dei mercati. Passando al DAX, si nota che, nonostante i forti volumi della settimana, le quotazioni vicine ai massimi hanno subito un leggero ritracciamento, delineando una fase laterale. L’indice rimane comunque sostenuto dalla media a 50 giorni e graficamente impostato in modo rialzista. È necessario considerare, però, che la situazione economica tedesca è complessa: la recente visita di Scholz in Russia per incontrare Putin rappresenta, a mio avviso, un preludio a dialoghi volti non solo alla possibile fine del conflitto, ma anche a potenziali sviluppi economici per la Germania. Prima della guerra, infatti, la Russia era uno dei principali partner economici tedeschi, garantendo forniture energetiche a basso costo, elemento che aveva contribuito alla competitività delle aziende tedesche. Oggi, la Germania risente della crisi anche a causa della scelta di abbandonare il nucleare e di smantellare le centrali. Tuttavia, questa situazione non si traduce in crolli in borsa, poiché i mercati continuano a scommettere su ulteriori tagli ai tassi d’interesse, che rappresentano un motore importante per le borse. Spostandoci negli Stati Uniti, il Dow Jones ha segnato un nuovo record storico in settimana, raggiungendo il massimo di 44.486 punti, mentre il Nasdaq si è mantenuto per diversi giorni in un range ristretto prima di subire un netto ritracciamento venerdì. I due indici mostrano andamenti simili e resto ottimista anche per questa area del mondo. Osservando l’Asia, in particolare il Giappone, si rileva un doppio massimo imperfetto, che potrebbe anticipare un calo. Tuttavia, l’indice si trova poco al di sopra della media a 50 giorni, che dovrebbe fungere da supporto, rendendo probabile una fase laterale nel breve termine. Per quanto riguarda la Cina, il FTSECHINA si mantiene in una fascia laterale compresa tra i 13.150 e i 14.000 punti. In sintesi, possiamo concludere che i mercati tenderanno a mantenersi sui livelli attuali o, eventualmente, a salire. Si attendono dati e notizie in grado di scuotere l’equilibrio attuale. Nel frattempo, il calo del prezzo del petrolio rappresenta un fattore positivo, contribuendo a contenere l’inflazione, mentre la discesa dell’oro lascia sperare in una graduale soluzione dei conflitti globali (anche se richiederà tempo). Il dollaro si rafforza, sostenuto dalle aspettative protezionistiche degli Stati Uniti, e il Bitcoin raggiunge un nuovo record storico a 93.000 dollari, spinto dall’ingresso di nuovi investitori di grande rilievo, tra cui governi, banche e hedge fund. Infine, un’analisi sui bond: in settimana si è osservato un buon recupero dopo un periodo di tensioni e cali, anche se non si è ancora tornati ai massimi precedenti. Confesso di essere deluso dai mercati obbligazionari, che sembrano sottovalutare le prospettive future dei tassi d’interesse, restando eccessivamente prudenti. Mi aspetto un netto rialzo delle quotazioni e una discesa dei rendimenti. Consiglio di optare per strumenti a tasso fisso con scadenze il più lunghe possibile: in questa fase, la durata diventa un fattore secondario, poiché qualsiasi bond sarà in grado di offrire rendimenti soddisfacenti anche in caso di vendita anticipata. Grazie alle politiche monetarie espansive delle banche centrali, la liquidità di mercato è garantita, il rischio di insolvenza si riduce e lo status creditizio migliora. È possibile investire con maggiore serenità, scegliendo obbligazioni con cedole allettanti, ma sempre diversificando: corporate bond, obbligazioni bancarie e high-yield sono da considerare. Per quanto riguarda i titoli dei paesi emergenti, occorre valutare con attenzione caso per caso, considerando eventualmente fondi specializzati che offrano già una diversificazione intrinseca. Suggerisco inoltre di acquistare più fondi di diverse case di gestione. Con gli ETF, invece, bisogna verificare con precisione l’esposizione sottostante. Concludo segnalando i risultati degli ultimi collocamenti di titoli di Stato italiani effettuati il 13 novembre scorso: BTP 2039 a 15 anni con cedola annuale lorda 4,15% (nette 3,98%)BTP 2031 a 7 anni con cedola annuale lorda 3,5% (nette 3,06%)BTP 2027 a 3 anni con cedola annuale lorda 2,7% (nette 2,37%)BOT 2025 a 1 anno 2,81% (netto 2,45%) collocato a fine ottobre a breve si sarà il collocamento di nov.2024 A tali rendimenti andrebbero sotratte le commissioni di collocamento, le spese di tenuta e le imposte di bollo per gli anni della loro detenzioni.



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