CI SARA' IL RALLY DI FINE ANNO? ANALIZZIAMO QUANTO E' ACCADUTO NEGLI ULTIMI GIORNI
Data pubblicazione: 19 dicembre 2024
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Ben ritrovati! È iniziato l’ultimo mese dell’anno, e in breve ci ritroveremo a Natale. I giorni effettivi di lavoro e di mercati aperti sono in realtà pochi. Tutti si chiedono: cosa accadrà? Ci sarà il rally di fine anno? Per ora, dobbiamo accontentarci di vedere l’indice FTSE MIB muoversi lateralmente. Fortunatamente, in settimana ha riconosciuto il supporto, ripartendo e chiudendo venerdì a 33.414 punti, ma con volumi ancora bassi. C’è molta attesa per la decisione della BCE, che si riunirà il 12 dicembre; di conseguenza, mi aspetto ancora un mercato laterale e volatile fino a tale data. La FED, invece, prenderà la parola tra il 17 e il 18 dicembre. Dal punto di vista pratico e operativo, valgono le indicazioni del precedente report:
Non consiglio di uscire dal mercato; anzi, uno storno che rispetti il supporto potrebbe rappresentare un’opportunità di acquisto. Tuttavia, solo una netta uscita dal canale laterale, accompagnata da un'ampia variazione di prezzo, alti volumi e conferma in chiusura, aprirebbe la strada a nuovi massimi. In caso di rottura al ribasso, invece, si aprirebbe la strada a nuovi minimi. Passando al DAX, l’indice tedesco è ben impostato, si trova sopra la media a 50 giorni e sembra aver disegnato una figura a “tazzina”. Il superamento dei massimi annuali completerebbe questa figura, che solitamente ha implicazioni rialziste. Oggi merita attenzione anche il CAC 40, data la situazione francese. La Francia sta affrontando tensioni legate all’annuncio di Macron sulle elezioni anticipate, previste per fine giugno, e al recente declassamento di Moody’s, che segnala conti pubblici a rischio e minaccia un ulteriore downgrade a causa dell’instabilità politica. Questo clima ha provocato vendite sia sui bond francesi sia sulla borsa, che ormai mostra un trend ribassista. Negli Stati Uniti, il Dow Jones segna un nuovo record, mentre il Nasdaq resta vicino ai massimi, senza però riuscire a superarli per il momento. In Asia, Giappone e Cina rimangono in una fase laterale, appoggiate sulla media a 50 giorni. Per il dollaro americano, si osserva in settimana un recupero dell’euro. Per quanto riguarda il Bitcoin e le criptovalute in generale, la settimana è stata caratterizzata da alta volatilità, con valori che si mantengono laterali ma in un ampio range. Un’analisi obbligata riguarda i bond, che continuano a recuperare terreno anche questa settimana. I BTP si avvicinano ai massimi dell’anno e, data la loro configurazione grafica e l’imminente ulteriore taglio dei tassi, sembrano pronti per un allungo positivo di fine anno, che vedrà i prezzi salire e i rendimenti scendere. Approfondendo la situazione francese, ricordo che lo spread OAT-BUND (titoli di Stato francesi e tedeschi a 10 anni) ha chiuso venerdì a 81 punti, con picchi intorno a 90 durante la settimana. Tuttavia, considerate che fino a maggio questo spread oscillava costantemente intorno ai 40 punti. Solo dal 13 giugno è schizzato a circa 72 punti, quindi non è una novità recente, ma una tendenza in peggioramento. Per fare un confronto, ricordiamo le difficoltà del passato, quando, durante il governo Berlusconi, lo spread BTP-BUND superò i 300 punti, richiedendo anni per dimostrare la sostenibilità del nostro debito. Attualmente, il nostro spread BTP-BUND si attesta a 119 punti. Concludendo, gli OAT francesi a 10 anni offrono un rendimento lordo del 3%, mentre i nostri BTP a 10 anni si collocano intorno al 3,27%.Non parlerò in dettaglio dei conflitti, anche se da tempo sembra che siamo costantemente sull’orlo di una guerra mondiale, con il coinvolgimento di nuovi attori e l’uso di armi sempre più sofisticate. Allo stesso tempo, però, non mancano segnali di possibili tregue e iniziative di pace in diverse aree del mondo. A mio parere, è importante sottolineare alcuni punti: La Russia continua a colpire pesantemente il sistema elettrico ucraino e cerca di avanzare il più possibile sul campo.
Putin e alcuni suoi collaboratori hanno espresso giudizi positivi su Trump, inviando finalmente qualche segnale, seppur minimo, di possibili trattative.
Anche Zelensky sembra favorevole a un cessate il fuoco, proponendo che la definizione dei confini venga lasciata alla diplomazia. Tuttavia, insiste per il bene del popolo ucraino sull’ingresso del Paese nell’UE e nella NATO. Ma, una volta posate le armi, possiamo realisticamente pensare che i territori occupati verranno restituiti? In altre aree del mondo: In Israele, si è dichiarata una tregua in Libano e si intravede una possibile fine del conflitto anche a Gaza, se fossero rilasciati gli ostaggi. Resta però da vedere se il cessate il fuoco verrà effettivamente rispettato.
In Siria, gli oppositori di Assad stanno cercando di rovesciare il regime. Sarà interessante osservare se la Russia interverrà in suo aiuto e se Assad, dopo anni di conflitto, è riuscito a consolidare il sostegno necessario per la propria difesa.
Kim Jong-un, in Corea del Nord, continua a potenziare il suo arsenale militare e a dichiararsi pronto a mobilitare le proprie truppe per sostenere l'azione russa.
L’Ucraina ha ricevuto l’approvazione da Biden, presidente uscente, per l’uso dei missili a lungo raggio.
Quindi nessuno di noi può prevedere esattamente cosa accadrà, tutto può succedere, speriamo solo che torni la pace in generale.
Ora vi condivido alcune pillole con i dati più rilevanti della settimana:
Black Friday: record negli Stati Uniti con spese online per 10,3 miliardi di dollari.
Piaggio: dopo 76 anni, lascia l’Italia per produrre esclusivamente in India.
Turismo: i dati premiano i fitti brevi, ormai preferiti dai turisti rispetto agli hotel.
Amazon: annuncia un investimento di 1,2 miliardi di euro in Italia.
Commercio estero: a ottobre, l’export extra-UE scende del 3,5%, mentre le importazioni crescono dell’1,1%.
Industria italiana: il fatturato scende ai minimi dal 2022, con un calo del 5,7% su base annua.
Inflazione: a ottobre si attesta all’1,4%, ma per i beni alimentari è più alta, al 2,6%.
Germania: scioperi in Volkswagen a causa della chiusura di stabilimenti e delle lettere di licenziamento in arrivo.
Caffè: dopo il rialzo del cacao tocca al caffè salire a livelli preoccupanti soprattutto per i raccolti brasiliani scarsi
Pil americano: +2,8% nel terzo trimestre 2024 ed inflazione
Hugo Boss: crolla in borsa -18,31%
Buon trading a tutti.
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