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FTSEMIB perde la media a 200 giorni cosa succede? recap dal 18 nov al 25 nov

Data pubblicazione: 27 novembre 2024

Autore: Vincenzo Cagliozzi

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Ci eravamo lasciati la scorsa settimana con mercati azionari caratterizzati da volatilità, influenzati dalle notizie sui conflitti internazionali, dalle nomine dei collaboratori di Trump e dai dati preoccupanti sull'economia tedesca. Nel corso della settimana ho anche lanciato un allarme riguardo la configurazione tecnica negativa dell'indice italiano, dovuta alla perdita della media a 200 giorni. Questo segnale evidenzia come il trend rialzista di medio-lungo termine sia compromesso. L'EVENTUALE rottura al ribasso del canale laterale, da me individuato nei precedenti report, potrebbe indicare l'inizio di una fase ribassista di lungo periodo. Ricorderete che già il 29 maggio 2024, sei mesi fa, avevo segnalato il bisogno di prudenza. Avevo suggerito di essere più selettivi nei mercati azionari e di incrementare le posizioni in obbligazioni, in particolare a tasso fisso e con scadenze lunghe. Da allora, partendo dai 34.600 punti massimi di quel periodo, abbiamo assistito a un ulteriore incremento di appena circa 2% (+680 punti) seguito da una forte volatilità. Ho sottolineato più volte che il mercato si muove in un range laterale compreso tra i 32.800 punti e i massimi dell’anno intorno ai 35.280 punti, un'ampiezza del 7% tra supporti e resistenze. Non consiglio di uscire dal mercato, anzi, uno storno che rispetti il supporto potrebbe rappresentare un’opportunità di acquisto. Tuttavia, solo una fuoriuscita netta dal canale laterale, accompagnata da un'ampia variazione di prezzo, alti volumi e conferma in chiusura, aprirebbe la strada a nuovi massimi o minimi. Non dimentichiamo che il 18 novembre diversi titoli azionari hanno staccato il dividendo, incidendo per un -1,2% sull’indice FTSEMIB. Questo significa che, dividendi inclusi, lunedì scorso non è stata una giornata negativa, con il mercato che è rimasto praticamente invariato. Tra i titoli coinvolti nello stacco citiamo Poste, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e ecc. Passando al DAX, l’indice tedesco sta lottando per mantenersi sopra la media a 50 giorni ma, da un punto di vista grafico, resta impostato al rialzo. Negli Stati Uniti, sia il Dow Jones sia il Nasdaq si mantengono vicini ai massimi, con un'impostazione tecnica solida. In Asia, il Giappone rimane laterale tra i 37.300 e i 39.900 punti, sostenuto dalla media a 50 giorni. Per quanto riguarda la Cina, il FTSECHINA si appoggia pericolosamente sulla media a 50 giorni, poco sopra i 13.000 punti: sarà cruciale osservare l’evoluzione della situazione nei prossimi giorni. Ma le politiche monetarie espansive cinesi riusciranno a mantenere positivo il mercato azionario. Anzi, ricordiamo che a livello globale ci troviamo in una fase di calo dei tassi d'interesse mondiale, un fattore che sostiene i mercati finanziari in generale. Vorrei dedicare una riflessione al dollaro americano, che continua a rafforzarsi. Questo ulteriore apprezzamento sembra legato alle aspettative di un taglio di 0,50 punti da parte della BCE, che muterebbe il differenziale dei tassi d’interesse tra USA ed Europa, favorendo il dollaro. In sintesi, i mercati tenderanno a mantenersi sui livelli attuali, ed è fondamentale valutare attentamente le proprie posizioni. Il dollaro si rafforza ulteriormente portandosi a 1,047 contro l’euro, mentre il Bitcoin supera i 100.000 dollari, segnando un nuovo record. Un’analisi obbligata riguarda i bond, che continuano a recuperare, dimostrando sensibilità alle notizie su tassi e inflazione. Un tema da approfondire attualmente, riguarda il costo del Megawatt/ora, tornato di attualità anche nei telegiornali. L’attenzione è alta, considerando il caro energia che abbiamo vissuto nel 2022 dopo lo scoppio della guerra Russia-Ucraina. Il prezzo del gas è salito a 45 euro/MWh, sostenuto dal rialzo del gas naturale a 40 euro, ben lontano comunque dai 300 euro del 2022. Nonostante ciò, preoccupa la possibile fine dell'accordo per il transito del gas russo in Ucraina che termine a fine anno. Questo accordo, che frutta 800 milioni di euro annuali all’Ucraina (che vengono pagati dalla Russia nonostante la guerra), non sarà rinnovato, aumentando i rischi di tensioni sui prezzi. Concludo con una notizia eclatante di questa mattina: l’OPS di Unicredit su BPM. L’amministratore delegato Orcel sembra aver pianificato l’operazione nei dettagli. BPM aveva precedentemente mostrato interesse per MPS e ora potrebbe diventare parte di una nuova entità bancaria guidata da Unicredit, che nascerebbe dall’operazione e diventerebbe il primo gruppo bancario italiano e il terzo in Europa. La fusione genererebbe sinergie significative, ma anche tagli di filiali e personale. Per chi detiene i titoli, ricordate la regola generale: chi acquista tende a scendere, mentre chi è acquisito tende a salire. È presto per esprimersi sulla congruità dei termini dell’operazione, ma il mercato terrà sicuramente d’occhio gli sviluppi. Buon investimento a tutti.

DISCLAIMER: Questo Report non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né un invito a comprare o a vendere. Le indicazioni contenute hanno il solo ed unico scopo di fornire elementi di studio sull'andamento dei mercati; pertanto, non possono essere considerate come previsioni certe e non mettono al riparo dal rischio insito nelle operazioni di investimento. Chi scrive declina ogni responsabilità su eventuali inesattezze per i dati riportati, per danni e perdite derivanti dall'uso o dalla divulgazione delle informazioni contenute in queste pagine. Chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto dalle indicazioni riportate lo fa a proprio rischio e pericolo. Il presente non rappresenta un’attività di consulenza. Dati salvo errori e/o omissioni.


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