UN ONDATA DI VENDITE
Data pubblicazione: 07 aprile 2025
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Settimana molto
negativa per le principali borse mondiali. Diciamo che aspettavo queste sedute
dal 4 marzo 2025, quando ho lanciato il mio allarme sulle borse, date le
anomalie che si riscontravano sui mercati finanziari, oltre ad alcuni aspetti
di analisi tecnica e soprattutto in relazione all’avvicinarsi dell’applicazione
dei dazi. Nei report sono stato chiaro sul mio pessimismo, ma tutto era
possibile, come uno slittamento dei dazi, oppure degli accordi preventivi, come
poi è accaduto con il Messico e con il Canada, ma quanto è avvenuto era da
tempo lo scenario più probabile. Ho ricevuto diversi apprezzamenti per la mia
capacità di aver previsto in notevole anticipo il grosso rischio che aleggiava
sulle borse mondiali, che per essere domate richiedono la praticità, ovvero non
esiste il momento buono ed eccellente per uscire, ma l’atteggiamento giusto,
che può essere di accumulo (acquisto graduale) o di distribuzione (vendita
graduale), questa è l’arma vincente su qualsiasi strumento finanziario e in
qualsiasi fase del mercato.Adesso il problema è
- un altro, le domande sono tre a cui dare risposta:
- Ma Trump sta facendo
- bene o male con la sua politica dei dazi e da quale punto di vista?Meglio controbattere i
- dazi con controdazi o è meglio subirli e trattare per ridurli?Quanto scenderà il
- mercato azionario e per quanto tempo, in particolare quali azioni e
- mercati geografici?
Quotidianamente,
l'argomento attira l'attenzione, non indicherò tabelle o percentuali, ma vi
parlerò in generale di cosa ne penso per ogni punto suddetto. Prima di tutto,
sono anni che il mondo è in guerra economicamente, prima dei dazi, il mercato
dei cambi era spesso manovrato dalle autorità, come i governi e le banche
centrali, per rendere competitivo il proprio paese. Inoltre, i dazi sono sempre
esistiti, ma era una politica economica, commerciale e fiscale, ormai da tempo
abbandonata perché facilmente raggirabile. Inoltre, non solo l’America, ma
anche la UE applica da tempo dazi, ad esempio da ottobre 2024 l’Europa ha
imposto dazi sulle macchine elettriche cinesi tra il 17% e il 35,3%, dato che
consideravano scorretta una pratica del governo cinese di fornire aiuti per le
batterie alle aziende automobilistiche locali, rendendole notevolmente più
convenienti di quelle nostrane. Ma io direi di fare due considerazioni: la
prima, come già detto, che la politica dei dazi sarà usata da Trump come leva
di persuasione nei confronti dei vari paesi. Secondo, il presidente Trump sa
quali sono i limiti dei dazi e sa che il suo atteggiamento porterà a quello a
cui lui aspira veramente, ovvero far tornare le produzioni in America, ormai da
anni concentrate in Asia. Inoltre, c’è il problema delle piattaforme del
commercio online, essenzialmente transnazionali, con notevoli distorsioni per i
mercati, e questo è un problema sollevato anche dall’Unione Europea, additando
sempre la Cina. Ma il punto cruciale che dà ragione a Trump è che l’America da
sempre è l’economia numero uno al mondo, con un PIL ancora notevolmente
superiore alla Cina, e che fino ad oggi ha salvato l’economia mondiale perché
lei è il paese che spende di più, trascinando a rialzo anche gli altri paesi, a
differenza della Cina che, in rapporto tra quello che acquista all’estero e
quello che vende, è assolutamente solo a vantaggio della Cina, che quando
cresce non riesce a trascinare come l’America le altre economie, se non in
parte e non solo, io direi che quando cresce mette a rischio gli altri paesi
perché, essendo uno dei maggiori acquirenti di metalli, petrolio e di energia,
pesando per il 20% sulla domanda mondiale, crea inflazione nel mondo in
generale. Ma come è possibile, direte voi, che sono quasi 2 miliardi di
persone? Purtroppo comprano fondamentalmente i loro prodotti e gli acquisti
dagli altri paesi sono limitati. Inoltre, sono anni che la manifattura mondiale
si è spostata in Cina e in Asia in generale, l’America con i dazi vorrebbe
colmare il divario esistente tra costi unitari di produzione dei paesi asiatici
e quelli americani. Trump sa che rendere troppo debole l’ammalato rischia di
farlo morire, pertanto sono sicuro che si aprirà a trattative e nel tempo a
limitarli. Ma molto dipenderà dalla nostra risposta e quindi passiamo al
secondo punto, dicendo subito che con i dazi i paesi che li subiranno avranno
un calo della domanda aggregata, applicando a loro volta i dazi contribuiranno
a loro volta ad un calo degli scambi e quindi della possibile domanda aggregata
indirettamente dei propri prodotti, ulteriormente danneggiandosi, soprattutto
se i dazi colpiscono beni intermedi e semilavorati necessari nelle nostre
filiere di produzione. Quindi il risultato è ulteriormente peggiorativo, ma
allora si deve subire e basta? Purtroppo l’unica cosa da fare è trattare e
iniziare a rimodulare le forniture, le filiere di produzione e soprattutto
puntare sulla crescita interna, ma come fare? Paesi molto indebitati come il
nostro non possono ricorrere alla spesa pubblica, al debito, al taglio delle
tasse, possono sperare in una politica accomodante della banca centrale,
sperare di vedere la propria valuta svalutare per attenuare l’effetto dazi, ma
se non arriviamo all’autonomia energetica, tutto questo non è possibile,
è questa la chiave, bisogna aprire centrali nucleari al più presto, ad oggi la
voce principale delle nostre importazioni sono gas e petrolio. Se non facciamo
questo non possiamo fare altro, perché la politica accomodante di una banca
centrale ci può stare se non vi è rischio inflazionistico. Questo è l’altro
punto chiave: i dazi produrranno inflazione (aumento dei prezzi), saremo tutti
più poveri e spenderemo meno e senza l’export che ci traina, andremo a gambe
all’aria. Pertanto arriviamo al punto cruciale che preoccupa il mondo,
non sto scherzando, ma gli occhi sono puntati sull’Italia, che potrebbe
andare in default, ma anche altre economie. Le borse scendono e il denaro
non è stato spostato sui bond, ma da mesi sull’oro, perché in prospettiva si teme
sulla sostenibilità dei debiti, mondiali e in particolare di quelle economie
sovraindebitate, ecco perché l’oro sale e finché salirà vuol dire che il
mercato teme questo ed è molto preoccupante. Davanti ad una prospettiva del
genere (di soffrire la fame) il rischio di contrasti e di guerre non è da
escludere. Mi fermo qua e passo all’ultimo quesito che interessa a tutti i miei
lettori. Il mercato sono anni che subisce shock, oggi per un motivo, ieri per
un altro, ma alla fine i mercati sono abbastanza maturi da poter valutare con
maggiore serenità gli scenari e arrivare a trovare un nuovo equilibrio. Quindi,
anche se posso sembrare molto pessimista sul nostro avvenire, sono molto più
pratico ed ottimista per i mercati. Ricevo da giorni ordini di vendita e di
modifiche dei portafogli in senso prudente, quindi vedrete che il mercato
scenderà ancora, perché questi ordini faranno scendere ulteriormente i prezzi,
ma già stiamo valutando quando rientrare e su quali piazze. In generale, il
mercato sta vedendo scendere i titoli che erano cresciuti molto, come i
bancari, di cui è pieno il nostro listino, i tecnologici, ma in America le
quotazioni sia del Nasdaq che del Dow Jones scendono da settimane, i
petroliferi scendono, che vedono il rischio di un calo della produzione
mondiale e di una recessione e quindi della domanda di petrolio. Non solo, il
grano, il mais e la soia sono scesi, dato che il principale esportatore sono
gli USA, si teme che per ritorsione non vengano più acquistati, il rame è
sceso, come il nichel, il piombo e lo zinco. L’oro ha toccato il nuovo massimo
a 3167, ma ripiega di ben 150 dollari. La paura di recessione sta per il
momento avendo sui prezzi l’effetto contrario dei dazi, ovvero un calo
generalizzato, anche il petrolio, che proprio in settimana i paesi dell’OPEC+
hanno deciso di mantenere massima la produzione, scende per l’aumento
dell’offerta e per il timore di rallentamento economico. Quindi è presto per
dirlo, l’analisi tecnica ci può dare una mano, ma in generale il consiglio è di
rientrare gradualmente e soprattutto di attendere una fase di stasi dei mercati
affinché trovi il suo sostegno, la volatilità la farà ancora da padrone, ma
sono in arrivo le trimestrali, le scelte delle banche centrali, che possono
anche solo con le parole aiutare il mercato a riprendersi. La campagna dei
dividendi sta appena per cominciare e quindi per il momento fattori positivi ci
sono da considerare e mettiamo da parte le situazioni belliche in corso, che il
mercato per il momento snobba, con Israele che continua ad attaccare Libano,
Gaza ed Hamas in generale, la Russia che bombarda l’Ucraina e risponde a Trump
che non ci sono ancora i presupposti per la tregua, l’America che minaccia
l’Iran ed attacca gli Houthi e ecc. Tanta roba al fuoco. Finalmente vedremo se
le convinzioni di Trump inizieranno a dargli torto o ragione, ormai è il tempo
dei fatti, non delle parole. Quindi per meglio rispondere al terzo quesito
passo all’analisi delle principali piazze.
L’analisi tecnica
- degli indici: Dow Jones: Avevo indicato un target ribassista a 40000, ma è stato sfondato con
- volumi spaventosi, evento raro.Ha chiuso venerdì a 38314 e prevedo un ulteriore
- ribasso con target a 37780.Ha perso la media a 50 giorni e a 200 giorni,
- bruciando miliardi di dollari in pochi giorni.Il supporto successivo è a 35670,
- ma il raggiungimento di questo livello annullerebbe ogni possibilità di
- recupero.Nasdaq: A 17397, ha rotto anche il target ribassista che avevo ipotizzato la
- scorsa settimana.Il movimento è stato dirompente.Il target a 17000 è ormai
- vicino.L'indice era già in discesa da settimane.FTSEMIB: Settimana molto negativa.Venerdì ha aperto in gap down con una candela
- long black, rompendo al ribasso la media a 200 giorni.Volumi impressionanti.Il
- livello di 37500, che fungeva da base del canale laterale, è stato spazzato via
- tra giovedì e venerdì.La borsa italiana potrebbe riservare una sorpresa: un
- recupero tecnico a 35000 la prossima settimana darebbe speranze di un immediato
- recupero.Tuttavia, questa è un'ipotesi remota; è più probabile una caduta al
- nuovo target di 33000 punti.Venerdì ha chiuso a 34649.DAX: Diventa ribassista con target a 20000.Ha perso in 2 giorni la parte bassa
- del canale che stava disegnando.Dopo aver perso la media a 50 giorni la scorsa
- settimana, in questa settimana ha perso moltissimo.La media a 200 giorni è
- ancora salva.Possibile raggiungimento dei 20000 punti e poi rimbalzo.Hang Seng: Calo contenuto dell'indice, che inizia una fase discendente dopo il
- triplo massimo già segnalato la scorsa settimana.Ha provato a resistere
- disegnando 3 star, ma alla fine ha perso, proiettandosi verso il nuovo target a
- 22000.Possibile recupero, dato che mantiene sia la media a 50 giorni che quella
- a 200 giorni.Si dimostra una delle borse più sicure.FTSE China: Ancora fase di compressione del mercato cinese.Chiude perdendo qualcosa,
- ma molto meno rispetto agli altri mercati.Rimane una delle borse più
- interessanti.È appena appoggiata alla media a 50 giorni e comunque sopra la
- media a 200 giorni, ancora lontana.Nikkei: Intreccio delle medie avvenuto, come avevo già annunciato.Parte una nuova
- fase discendente, ma siamo vicini a livelli molto interessanti.Un po' più giù
- si potrà iniziare una fase di accumulo.Criptovalute: Il Bitcoin è quasi invariato, a 84470 dollari.Mostra forza, anche se il
- dollaro è sceso molto, quindi è come se avesse perso.Le criptovalute hanno
- dimostrato di non essere un mercato sicuro dove rifugiarsi.Restiamo attendisti,
non ci sono notizie positive né negative.
Concludo dicendo che,
per assistere a uno "spike" (una figura grafica di immediato
recupero), sarebbero necessari nuovi annunci da parte di Trump, come una
retromarcia sulle sue decisioni, che il mercato ha chiaramente respinto.
Tuttavia, questo scenario è poco credibile e rischierebbe di apparire ridicolo.
In alternativa, potrebbero essere utili dichiarazioni concilianti da parte
delle banche centrali e dei principali attori coinvolti nella guerra dei dazi,
con annunci che segnalino almeno la volontà di avviare trattative. Questo
avrebbe un impatto positivo sulle quotazioni.Sono pronto a
iniziare ad accumulare titoli sui mercati azionari, ma ritengo che i tempi non
siano ancora del tutto maturi. Trovo interessanti l'Hang Seng, il DAX e il
FTSEMIB. Tuttavia, sappiamo che di solito i mercati americani sono i primi a
riprendersi e a fungere da traino, e, come ho già detto, erano in discesa da
tempo e sono già vicini ai loro target ribassisti.Pertanto, potrei
passare dall'attuale pessimismo all'ottimismo in breve tempo. Inoltre, ricordo
che la reazione del mercato è stata fortemente emotiva e che presto troverà un
nuovo equilibrio.
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- l’asia centraleMaggior rischio di povertà
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- perdite per 390 MLN per il settorein questa settimana il
- petrolio perde il 9,45%Tra i pochi titoli che
- chiudono positivi la settimana troviamo Snam e Terna, regge bene anche Enelin questa settimana S&P
- 500 perde il 9,08%in questa settimana il
- FTSEMIB perde IL 10,56%L’America impone dazi del 46%
- al VietnamL’america impone dazi alla
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- parte di Unicredit e proprio quando Credit Agricole azionista di maggioranza di
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- chiede di adeguare i progetti del PNRR ai nuovi scenariMondo convenienza subisce una
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