Vai al contenuto principale
Logo Fineco Bank

UN ONDATA DI VENDITE

Data pubblicazione: 07 aprile 2025

Autore: Vincenzo Cagliozzi

Immagine del profilo del consulente
Un ondata di vendite

  1. DISCLAIMER: Questo REPORT viene elaborato il 06 aprile 2025
  2. Report non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né un invito a
  3. comprare o a vendere. Le indicazioni contenute hanno il solo ed unico
  4. scopo di fornire elementi di studio sull'andamento dei mercati; pertanto,
  5. non possono essere considerate come previsioni certe e non mettono al
  6. riparo dal rischio insito nelle operazioni di investimento. Chi scrive
  7. declina ogni responsabilità su eventuali inesattezze per i dati riportati,
  8. per danni e perdite derivanti dall'uso o dalla divulgazione delle
  9. informazioni contenute in queste pagine. Chiunque investa i propri risparmi
  10. prendendo spunto dalle indicazioni riportate lo fa a proprio rischio e
  11. pericolo. Il presente non rappresenta un’attività di consulenza.

Settimana molto

negativa per le principali borse mondiali. Diciamo che aspettavo queste sedute

dal 4 marzo 2025, quando ho lanciato il mio allarme sulle borse, date le

anomalie che si riscontravano sui mercati finanziari, oltre ad alcuni aspetti

di analisi tecnica e soprattutto in relazione all’avvicinarsi dell’applicazione

dei dazi. Nei report sono stato chiaro sul mio pessimismo, ma tutto era

possibile, come uno slittamento dei dazi, oppure degli accordi preventivi, come

poi è accaduto con il Messico e con il Canada, ma quanto è avvenuto era da

tempo lo scenario più probabile. Ho ricevuto diversi apprezzamenti per la mia

capacità di aver previsto in notevole anticipo il grosso rischio che aleggiava

sulle borse mondiali, che per essere domate richiedono la praticità, ovvero non

esiste il momento buono ed eccellente per uscire, ma l’atteggiamento giusto,

che può essere di accumulo (acquisto graduale) o di distribuzione (vendita

graduale), questa è l’arma vincente su qualsiasi strumento finanziario e in

qualsiasi fase del mercato.Adesso il problema è

  1. un altro, le domande sono tre a cui dare risposta:
  2. Ma Trump sta facendo
  3. bene o male con la sua politica dei dazi e da quale punto di vista?Meglio controbattere i
  4. dazi con controdazi o è meglio subirli e trattare per ridurli?Quanto scenderà il
  5. mercato azionario e per quanto tempo, in particolare quali azioni e
  6. mercati geografici?

Quotidianamente,

l'argomento attira l'attenzione, non indicherò tabelle o percentuali, ma vi

parlerò in generale di cosa ne penso per ogni punto suddetto. Prima di tutto,

sono anni che il mondo è in guerra economicamente, prima dei dazi, il mercato

dei cambi era spesso manovrato dalle autorità, come i governi e le banche

centrali, per rendere competitivo il proprio paese. Inoltre, i dazi sono sempre

esistiti, ma era una politica economica, commerciale e fiscale, ormai da tempo

abbandonata perché facilmente raggirabile. Inoltre, non solo l’America, ma

anche la UE applica da tempo dazi, ad esempio da ottobre 2024 l’Europa ha

imposto dazi sulle macchine elettriche cinesi tra il 17% e il 35,3%, dato che

consideravano scorretta una pratica del governo cinese di fornire aiuti per le

batterie alle aziende automobilistiche locali, rendendole notevolmente più

convenienti di quelle nostrane. Ma io direi di fare due considerazioni: la

prima, come già detto, che la politica dei dazi sarà usata da Trump come leva

di persuasione nei confronti dei vari paesi. Secondo, il presidente Trump sa

quali sono i limiti dei dazi e sa che il suo atteggiamento porterà a quello a

cui lui aspira veramente, ovvero far tornare le produzioni in America, ormai da

anni concentrate in Asia. Inoltre, c’è il problema delle piattaforme del

commercio online, essenzialmente transnazionali, con notevoli distorsioni per i

mercati, e questo è un problema sollevato anche dall’Unione Europea, additando

sempre la Cina. Ma il punto cruciale che dà ragione a Trump è che l’America da

sempre è l’economia numero uno al mondo, con un PIL ancora notevolmente

superiore alla Cina, e che fino ad oggi ha salvato l’economia mondiale perché

lei è il paese che spende di più, trascinando a rialzo anche gli altri paesi, a

differenza della Cina che, in rapporto tra quello che acquista all’estero e

quello che vende, è assolutamente solo a vantaggio della Cina, che quando

cresce non riesce a trascinare come l’America le altre economie, se non in

parte e non solo, io direi che quando cresce mette a rischio gli altri paesi

perché, essendo uno dei maggiori acquirenti di metalli, petrolio e di energia,

pesando per il 20% sulla domanda mondiale, crea inflazione nel mondo in

generale. Ma come è possibile, direte voi, che sono quasi 2 miliardi di

persone? Purtroppo comprano fondamentalmente i loro prodotti e gli acquisti

dagli altri paesi sono limitati. Inoltre, sono anni che la manifattura mondiale

si è spostata in Cina e in Asia in generale, l’America con i dazi vorrebbe

colmare il divario esistente tra costi unitari di produzione dei paesi asiatici

e quelli americani. Trump sa che rendere troppo debole l’ammalato rischia di

farlo morire, pertanto sono sicuro che si aprirà a trattative e nel tempo a

limitarli. Ma molto dipenderà dalla nostra risposta e quindi passiamo al

secondo punto, dicendo subito che con i dazi i paesi che li subiranno avranno

un calo della domanda aggregata, applicando a loro volta i dazi contribuiranno

a loro volta ad un calo degli scambi e quindi della possibile domanda aggregata

indirettamente dei propri prodotti, ulteriormente danneggiandosi, soprattutto

se i dazi colpiscono beni intermedi e semilavorati necessari nelle nostre

filiere di produzione. Quindi il risultato è ulteriormente peggiorativo, ma

allora si deve subire e basta? Purtroppo l’unica cosa da fare è trattare e

iniziare a rimodulare le forniture, le filiere di produzione e soprattutto

puntare sulla crescita interna, ma come fare? Paesi molto indebitati come il

nostro non possono ricorrere alla spesa pubblica, al debito, al taglio delle

tasse, possono sperare in una politica accomodante della banca centrale,

sperare di vedere la propria valuta svalutare per attenuare l’effetto dazi, ma

se non arriviamo all’autonomia energetica, tutto questo non è possibile,

è questa la chiave, bisogna aprire centrali nucleari al più presto, ad oggi la

voce principale delle nostre importazioni sono gas e petrolio. Se non facciamo

questo non possiamo fare altro, perché la politica accomodante di una banca

centrale ci può stare se non vi è rischio inflazionistico. Questo è l’altro

punto chiave: i dazi produrranno inflazione (aumento dei prezzi), saremo tutti

più poveri e spenderemo meno e senza l’export che ci traina, andremo a gambe

all’aria. Pertanto arriviamo al punto cruciale che preoccupa il mondo,

non sto scherzando, ma gli occhi sono puntati sull’Italia, che potrebbe

andare in default, ma anche altre economie. Le borse scendono e il denaro

non è stato spostato sui bond, ma da mesi sull’oro, perché in prospettiva si teme

sulla sostenibilità dei debiti, mondiali e in particolare di quelle economie

sovraindebitate, ecco perché l’oro sale e finché salirà vuol dire che il

mercato teme questo ed è molto preoccupante. Davanti ad una prospettiva del

genere (di soffrire la fame) il rischio di contrasti e di guerre non è da

escludere. Mi fermo qua e passo all’ultimo quesito che interessa a tutti i miei

lettori. Il mercato sono anni che subisce shock, oggi per un motivo, ieri per

un altro, ma alla fine i mercati sono abbastanza maturi da poter valutare con

maggiore serenità gli scenari e arrivare a trovare un nuovo equilibrio. Quindi,

anche se posso sembrare molto pessimista sul nostro avvenire, sono molto più

pratico ed ottimista per i mercati. Ricevo da giorni ordini di vendita e di

modifiche dei portafogli in senso prudente, quindi vedrete che il mercato

scenderà ancora, perché questi ordini faranno scendere ulteriormente i prezzi,

ma già stiamo valutando quando rientrare e su quali piazze. In generale, il

mercato sta vedendo scendere i titoli che erano cresciuti molto, come i

bancari, di cui è pieno il nostro listino, i tecnologici, ma in America le

quotazioni sia del Nasdaq che del Dow Jones scendono da settimane, i

petroliferi scendono, che vedono il rischio di un calo della produzione

mondiale e di una recessione e quindi della domanda di petrolio. Non solo, il

grano, il mais e la soia sono scesi, dato che il principale esportatore sono

gli USA, si teme che per ritorsione non vengano più acquistati, il rame è

sceso, come il nichel, il piombo e lo zinco. L’oro ha toccato il nuovo massimo

a 3167, ma ripiega di ben 150 dollari. La paura di recessione sta per il

momento avendo sui prezzi l’effetto contrario dei dazi, ovvero un calo

generalizzato, anche il petrolio, che proprio in settimana i paesi dell’OPEC+

hanno deciso di mantenere massima la produzione, scende per l’aumento

dell’offerta e per il timore di rallentamento economico. Quindi è presto per

dirlo, l’analisi tecnica ci può dare una mano, ma in generale il consiglio è di

rientrare gradualmente e soprattutto di attendere una fase di stasi dei mercati

affinché trovi il suo sostegno, la volatilità la farà ancora da padrone, ma

sono in arrivo le trimestrali, le scelte delle banche centrali, che possono

anche solo con le parole aiutare il mercato a riprendersi. La campagna dei

dividendi sta appena per cominciare e quindi per il momento fattori positivi ci

sono da considerare e mettiamo da parte le situazioni belliche in corso, che il

mercato per il momento snobba, con Israele che continua ad attaccare Libano,

Gaza ed Hamas in generale, la Russia che bombarda l’Ucraina e risponde a Trump

che non ci sono ancora i presupposti per la tregua, l’America che minaccia

l’Iran ed attacca gli Houthi e ecc. Tanta roba al fuoco. Finalmente vedremo se

le convinzioni di Trump inizieranno a dargli torto o ragione, ormai è il tempo

dei fatti, non delle parole. Quindi per meglio rispondere al terzo quesito

passo all’analisi delle principali piazze.

L’analisi tecnica

  1. degli indici: Dow Jones: Avevo indicato un target ribassista a 40000, ma è stato sfondato con
  2. volumi spaventosi, evento raro.Ha chiuso venerdì a 38314 e prevedo un ulteriore
  3. ribasso con target a 37780.Ha perso la media a 50 giorni e a 200 giorni,
  4. bruciando miliardi di dollari in pochi giorni.Il supporto successivo è a 35670,
  5. ma il raggiungimento di questo livello annullerebbe ogni possibilità di
  6. recupero.Nasdaq: A 17397, ha rotto anche il target ribassista che avevo ipotizzato la
  7. scorsa settimana.Il movimento è stato dirompente.Il target a 17000 è ormai
  8. vicino.L'indice era già in discesa da settimane.FTSEMIB: Settimana molto negativa.Venerdì ha aperto in gap down con una candela
  9. long black, rompendo al ribasso la media a 200 giorni.Volumi impressionanti.Il
  10. livello di 37500, che fungeva da base del canale laterale, è stato spazzato via
  11. tra giovedì e venerdì.La borsa italiana potrebbe riservare una sorpresa: un
  12. recupero tecnico a 35000 la prossima settimana darebbe speranze di un immediato
  13. recupero.Tuttavia, questa è un'ipotesi remota; è più probabile una caduta al
  14. nuovo target di 33000 punti.Venerdì ha chiuso a 34649.DAX: Diventa ribassista con target a 20000.Ha perso in 2 giorni la parte bassa
  15. del canale che stava disegnando.Dopo aver perso la media a 50 giorni la scorsa
  16. settimana, in questa settimana ha perso moltissimo.La media a 200 giorni è
  17. ancora salva.Possibile raggiungimento dei 20000 punti e poi rimbalzo.Hang Seng: Calo contenuto dell'indice, che inizia una fase discendente dopo il
  18. triplo massimo già segnalato la scorsa settimana.Ha provato a resistere
  19. disegnando 3 star, ma alla fine ha perso, proiettandosi verso il nuovo target a
  20. 22000.Possibile recupero, dato che mantiene sia la media a 50 giorni che quella
  21. a 200 giorni.Si dimostra una delle borse più sicure.FTSE China: Ancora fase di compressione del mercato cinese.Chiude perdendo qualcosa,
  22. ma molto meno rispetto agli altri mercati.Rimane una delle borse più
  23. interessanti.È appena appoggiata alla media a 50 giorni e comunque sopra la
  24. media a 200 giorni, ancora lontana.Nikkei: Intreccio delle medie avvenuto, come avevo già annunciato.Parte una nuova
  25. fase discendente, ma siamo vicini a livelli molto interessanti.Un po' più giù
  26. si potrà iniziare una fase di accumulo.Criptovalute: Il Bitcoin è quasi invariato, a 84470 dollari.Mostra forza, anche se il
  27. dollaro è sceso molto, quindi è come se avesse perso.Le criptovalute hanno
  28. dimostrato di non essere un mercato sicuro dove rifugiarsi.Restiamo attendisti,

non ci sono notizie positive né negative.

Concludo dicendo che,

per assistere a uno "spike" (una figura grafica di immediato

recupero), sarebbero necessari nuovi annunci da parte di Trump, come una

retromarcia sulle sue decisioni, che il mercato ha chiaramente respinto.

Tuttavia, questo scenario è poco credibile e rischierebbe di apparire ridicolo.

In alternativa, potrebbero essere utili dichiarazioni concilianti da parte

delle banche centrali e dei principali attori coinvolti nella guerra dei dazi,

con annunci che segnalino almeno la volontà di avviare trattative. Questo

avrebbe un impatto positivo sulle quotazioni.Sono pronto a

iniziare ad accumulare titoli sui mercati azionari, ma ritengo che i tempi non

siano ancora del tutto maturi. Trovo interessanti l'Hang Seng, il DAX e il

FTSEMIB. Tuttavia, sappiamo che di solito i mercati americani sono i primi a

riprendersi e a fungere da traino, e, come ho già detto, erano in discesa da

tempo e sono già vicini ai loro target ribassisti.Pertanto, potrei

passare dall'attuale pessimismo all'ottimismo in breve tempo. Inoltre, ricordo

che la reazione del mercato è stata fortemente emotiva e che presto troverà un

nuovo equilibrio.

  1. Notizie Salienti: UE lancia un partenariato con
  2. l’asia centraleMaggior rischio di povertà
  3. fra gli autonomi che per i lavoratori dipendenti dicono i sindacatiFS ricavi a 16,5 MLD nel 2024Alla faccia dei dazi a
  4. vinitaly 300 bayer americani per scegliere i vini da comprare, ma si temono
  5. perdite per 390 MLN per il settorein questa settimana il
  6. petrolio perde il 9,45%Tra i pochi titoli che
  7. chiudono positivi la settimana troviamo Snam e Terna, regge bene anche Enelin questa settimana S&P
  8. 500 perde il 9,08%in questa settimana il
  9. FTSEMIB perde IL 10,56%L’America impone dazi del 46%
  10. al VietnamL’america impone dazi alla
  11. Cina per il 54%Amundi segna un -15,46% dopo
  12. l’annuncio di Unicredit di non voler rinnovare l’accordo di distribuzione dei
  13. fondi amundi, proprio quando è in corso la lotta per l’acquisizione di BPM da
  14. parte di Unicredit e proprio quando Credit Agricole azionista di maggioranza di
  15. Amundi aumenta in settimana la sua partecipazione quasi al 19,9% in BPM
  16. probabilmente per avere una forza contrattuale nel riassetto del gruppoSi conclude con grande
  17. successo l’OPA di BPM su Anima sgr, dato che ci sono adesioni per il 90%Unicredit stabilisce il
  18. rapporto di concambio per l’OPAS su BPM in 0,166 post-dividendi temo che in
  19. futuro Unicredit lanci un aumento di capitale per concludere tutte le
  20. acquisizioni, compreso Commerzbank. Vedo il rischio di un forte calo, da tempo
  21. ho consigliato di uscire dal titolo, da quando quotava 52 euroMusk dichiara che sarebbe
  22. speranzoso di vedere zero dazi per gli scambi con l’EUFitch conferma raeting BBB
  23. con outlook positivo per il debito pubblico italianoBruciati 819 MLD in questi
  24. giorni sulle borse mondialiBCE taglia le stime del PIL
  25. Italia a 0,6% nel 2025Unicredit arrotonda quota in
  26. Generali al 5,543% ma Orcel che cosa ha intenzione di realizzare?Lovaglio amministratore di
  27. MPS si aspetta per giugno di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per
  28. lancoare l’OPA su mediobancaCon 228000 posti di lavoro
  29. creati a marzo rimane sostenuta l’occupazione americana con il tasso sceso di
  30. disoccupazione al 4,2%Pressione fiscale in Italia
  31. al 50% nel 4° trimestre 2024Da tutti i partiti UE si
  32. chiede di adeguare i progetti del PNRR ai nuovi scenariMondo convenienza subisce una
  33. multa dall’antitrust per 3,2 MLN per consegna di prodotti incompleti e per
  34. ostacolazione nei reclamiCresce il fatturato di

Lavazza a 3,35 MLD

438b861b-9b18-423c-bf2b-c41d70c2b6bf_20250407.webp




Bisogno di una consulenza?

Questo articolo ti è piaciuto?

Disclaimer

Dichiaro di essere l’autore dell’articolo, che non è riferibile a FinecoBank S.p.A. e di cui mi assumo pienamente la responsabilità, di aver rispettato le normative vigenti in materia di trasparenza, comunicazione e pubblicità finanziaria, oltre che aver citato correttamente tutte le fonti, nel rispetto del copyright. Il contenuto degli articoli pubblicati su questo sito non rappresenta in alcun modo una ricerca in materia di investimenti, né un servizio di consulenza in materia di investimenti nè attivita' di offerta al pubblico di strumenti finanziari. Eventuali decisioni che ne conseguono sono da ritenersi assunte dal cliente in piena autonomia ed a proprio rischio. Lo scrivente declina ogni responsabilità circa eventuali danni lamentati in conseguenza delle decisioni di investimento assunte.

Vincenzo Cagliozzi

Personal Financial Advisor
Ufficio

via filangieri 52
80121, Napoli

Telefono

Mostra numero di telefono

Email

Mostra e-mail

Informative

COPYRIGHT © 2026

  • All Rights Reserved
  • Fineco Bank S.p.A.
Disclaimer

Le informazioni contenute nel presente sito internet sono curate da Vincenzo Cagliozzi e non costituiscono in alcun modo raccomandazioni personalizzate rispetto alle caratteristiche del singolo lettore e potrebbero non essere adeguate rispetto alle sue conoscenze, alle sue esperienze, alla sua situazione finanziaria ed ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni contenute nel presente sito internet sono da intendersi a scopo puramente informativo. Trattasi di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto (cfr. art 69, comma 1, punto c, Regolamento Emittenti Consob e considerando n.79 della direttiva Mifid 2006/73/CE), con lo scopo di offrire un supporto informativo e decisionale ai propri lettori e ai clienti mediante l’elaborazione di un flusso informativo di testi, dati, notizie, ricerche e analisi attraverso le varie pubblicazioni. FinecoBank S.p.A. non si assume alcuna responsabilità in merito alla correttezza, alla completezza e alla veridicità delle informazioni fornite.